Le richieste di vicinanza e contatto non sono vizi!

27 Marzo 2023

Nei miei incontri divulgativi per genitori o nelle mie formazioni per operatori in cui parlo di babywearing e di contatto riscontro spesso una grande preoccupazione che riguarda il tema del vizio.

La paura che i futuri e neo genitori riportano è quella di creare una dipendenza tale da ostacolare le autonomie e lo sviluppo dei bambini e delle bambine tenendoli a contatto.

Questa preoccupazione è assolutamente infondata ed è frutto di un retaggio culturale e di pregiudizi.

Il contatto è un bisogno primario irrinunciabile!

Numerosi studi e ricerche ne confermano l’importanza, dimostrando come sia fondamentale per uno sviluppo sano dei bambini/e. Se volessi approfondire, ti consiglio di cercare autori come Bowlby o M. Answorth che ne hanno parlato a lungo.

L’indipendenza si costruisce a partire da una base sicura di dipendenza dai genitori (o caregiver) il cui ruolo è fondamentale nell’acquisizione delle loro competenze.

I bimbi/e si sentono sicuri quando sono accolti e ascoltati nei loro bisogni: solo così viene supportata la loro autonomia e il loro desiderio di esplorare il mondo, non certo ostacolando il contatto!

Le richieste di contatto e di vicinanza sono quindi fisiologiche e puoi assecondarle attraverso il babywearing o… con le tue braccia.

Hai trovato utile questo contenuto? 

Articoli correlati
Piacere di conoscerti
Sono felice di averti qui
Mi chiamo Virna Benzoni e sono un’esperta del portare: accompagno i genitori nel mondo del babywearing condividendo le mie competenze, frutto di anni di formazione in Italia e all’estero, con estrema cura e professionalità. Portare in fascia non è la moda degli ultimi anni, ma un approccio intimo, profondo, di relazione e contatto con il bebé. La migliore coccola che puoi fare a tutta la famiglia.
Facciamo conoscenza

Mamma Canguro

È un libro scritto da Giorgia Cozza, illustrato da Teresa Alberini, arricchito da un mio approfondimento sul mondo del babywearing. É indicato per tutta la famiglia, perché è diviso in due sezioni. In una parte c’è la storia, pensata per bambini dai 3 anni circa, in cui viene illustrata l’esperienza del portare attraverso lo sguardo dei due protagonisti. Nella seconda, grazie al mio approfondimento sul babywearing, si può approfondire la consuetudine del portare, come modalità di cura e relazione. “Mamma canguro” è quindi un’esperienza emozionante per grandi e piccini, proprio come il babywearing! Scopri di più!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sei un/una professionista del perinatale? In arrivo un nuovo webinar per chi vuole integrare il babywearing nelle proprie competenze.Dimmi di più